LA MANCANZA DI RAPPRESENTANZA POLITICA NELLE PERIFERIE DELLE GRANDI CITTÀ HA DATO VITA AL PARTITO PIÙ GRANDE MAI ESISTITO IN ITALIA, QUELLO DELL’ASTENSIONE”.

Antonio Tedeschi, Segretario nazionale di Periferia Italia, commenta così i dati sull’affluenza emersi dall’ultima tornata elettorale. Infatti, oltre il 50% della popolazione che vive nelle periferie di Napoli, Roma, Milano, Torino e Bologna ha scelto di rifugiarsi nel non voto.

«Un dato incredibile, ma purtroppo vero», prosegue Tedeschi. «E più che vero, reale. Una fotografia, cioè, della realtà che stiamo vivendo, caratterizzata da uno scollamento sempre più evidente tra la classe politica e le zone più decentrate delle nostre città. Quello dell’astensionismo è il partito maggiore, di gran lunga. Potremmo dire il nuovo partito di massa».

Proprio la classe politica si interroga da tempo su come poter riacquistare la fiducia di questi territori, ma evidentemente non basta aprire o chiudere una campagna a Tor Bella Monaca, a Barriera di Milano o a Scampia. C’è un modo per tentare di riavvicinare queste aree ai processi di partecipazione politica le cui decisioni e i cui risultati, naturalmente, le coinvolgono direttamente?

“Le periferie vanno messe realmente al centro della proposta politica. Ed è quello che intendiamo fare noi di Periferia Italia. La svolta può passare per una rinnovata centralità delle periferie e delle aree interne”, spiega Tedeschi.

Cos’è Periferia Italia? “È un movimento nato poco più di un anno fa – prosegue Tedeschi – dalla mia esperienza in Regione Molise, come consigliere, e dalla voglia e dall’entusiasmo di un gruppo di amici competenti, appassionati e desiderosi di dare una mano e un contributo alla crescita delle zone del Paese tradizionalmente meno considerate dalla politica”.

 

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