PERIFERIE ED AREE INTERNE
LE NOSTRE PROPOSTE
COSA FACCIAMO

“Il nostro impegno per le Periferie e per le Aree Interne”

Le nostre idee al servizio delle popolazioni che risiedono nelle aree del Paese dimenticate

Periferia Italia lavora principalmente al fianco delle popolazioni che risiedono nelle periferie urbane e nelle aree interne. Lavora con loro e per loro, mettendo in campo strategie programmatiche che puntano a migliorare le condizioni di vita in questi territori. Decongestionare le grandi aree metropolitane attraverso la valorizzazione delle zone periferiche è tra gli obiettivi del soggetto politico. Un processo che si fonda sulla partecipazione, sul dialogo, sulla collaborazione e che si esplicita attraverso una specifica programmazione fondata su idee innovative e progetti concretamente realizzabili, finalizzati all’implementazione dei servizi e allo sviluppo socio-economico di quei territori.

Punto cardine dell’azione di Periferia Italia è l’ascolto delle istanze provenienti dal territorio e dalle popolazioni residenti nelle aree interne e nelle periferie.   I punti salienti del nostro programma saranno pertanto sviluppati ed arricchiti dopo una intensa attività di confronto con Comitati, Associazioni, cittadini e rappresentanti delle zone  attenzionate, veri protagonisti della nostra azione politica. Solo insieme potremo disegnare il futuro dell’Italia.

Sanità

Lavoro

Sicurezza

Infrastrutture

Terra dei fuochi

Reddito Residenza Attiva

PERIFERIE

Punto cardine dell’azione di Periferia Italia è l’ascolto delle istanze provenienti dal territorio e dalle popolazioni residenti nelle aree interne e nelle periferie. 

I punti salienti del nostro programma saranno pertanto sviluppati ed arricchiti dopo una intensa attività di confronto con Comitati, Associazioni, cittadini e rappresentanti delle zone  attenzionate, veri protagonisti della nostra azione politica. 

Solo insieme potremo disegnare il futuro dell’Italia.

POLITICA

Punto cardine dell’azione di Periferia Italia è l’ascolto delle istanze provenienti dal territorio e dalle popolazioni residenti nelle aree interne e nelle periferie. 

I punti salienti del nostro programma saranno pertanto sviluppati ed arricchiti dopo una intensa attività di confronto con Comitati, Associazioni, cittadini e rappresentanti delle zone  attenzionate, veri protagonisti della nostra azione politica. 

Solo insieme potremo disegnare il futuro dell’Italia.

INFRASTRUTTURE

Punto cardine dell’azione di Periferia Italia è l’ascolto delle istanze provenienti dal territorio e dalle popolazioni residenti nelle aree interne e nelle periferie. 

I punti salienti del nostro programma saranno pertanto sviluppati ed arricchiti dopo una intensa attività di confronto con Comitati, Associazioni, cittadini e rappresentanti delle zone  attenzionate, veri protagonisti della nostra azione politica. 

Solo insieme potremo disegnare il futuro dell’Italia.

sicurezza

Punto cardine dell’azione di Periferia Italia è l’ascolto delle istanze provenienti dal territorio e dalle popolazioni residenti nelle aree interne e nelle periferie. 

I punti salienti del nostro programma saranno pertanto sviluppati ed arricchiti dopo una intensa attività di confronto con Comitati, Associazioni, cittadini e rappresentanti delle zone  attenzionate, veri protagonisti della nostra azione politica. 

Solo insieme potremo disegnare il futuro dell’Italia.

CULTURA

Punto cardine dell’azione di Periferia Italia è l’ascolto delle istanze provenienti dal territorio e dalle popolazioni residenti nelle aree interne e nelle periferie. 

I punti salienti del nostro programma saranno pertanto sviluppati ed arricchiti dopo una intensa attività di confronto con Comitati, Associazioni, cittadini e rappresentanti delle zone  attenzionate, veri protagonisti della nostra azione politica. 

Solo insieme potremo disegnare il futuro dell’Italia.

IMPRESA

Punto cardine dell’azione di Periferia Italia è l’ascolto delle istanze provenienti dal territorio e dalle popolazioni residenti nelle aree interne e nelle periferie. 

I punti salienti del nostro programma saranno pertanto sviluppati ed arricchiti dopo una intensa attività di confronto con Comitati, Associazioni, cittadini e rappresentanti delle zone  attenzionate, veri protagonisti della nostra azione politica. 

Solo insieme potremo disegnare il futuro dell’Italia.

ECONOMIA

Punto cardine dell’azione di Periferia Italia è l’ascolto delle istanze provenienti dal territorio e dalle popolazioni residenti nelle aree interne e nelle periferie. 

I punti salienti del nostro programma saranno pertanto sviluppati ed arricchiti dopo una intensa attività di confronto con Comitati, Associazioni, cittadini e rappresentanti delle zone  attenzionate, veri protagonisti della nostra azione politica. 

Solo insieme potremo disegnare il futuro dell’Italia.

SOCIALE

Punto cardine dell’azione di Periferia Italia è l’ascolto delle istanze provenienti dal territorio e dalle popolazioni residenti nelle aree interne e nelle periferie. 

I punti salienti del nostro programma saranno pertanto sviluppati ed arricchiti dopo una intensa attività di confronto con Comitati, Associazioni, cittadini e rappresentanti delle zone  attenzionate, veri protagonisti della nostra azione politica. 

Solo insieme potremo disegnare il futuro dell’Italia.

periferie ed aree interne

"Le Periferie e le Aree Interne hanno
un cuore che batte"

periferie ed aree interne

"Le Periferie e le Aree Interne hanno un cuore che batte"​

SANITA'

Dai nostri sondaggi risulta che le aree interne lamentano come problematica fondamentale la questione sanitaria. Nello schema di Recovery Plan elaborato da Periferia Italia il tema salute assume un ruolo centrale e prioritario, per il quale riteniamo doveroso e necessario investire con fondi adeguati a colmare le falle di una gestione lacunosa che dura da decenni. E garantire la copertura di tutte le esigenze presenti e future del settore, soprattutto riguardo ai dipartimenti di Emergenza-Urgenza, grazie allo stanziamento di 27,6 miliardi. Con particolare attenzione alle aree interne, che lamentano come problematica fondamentale proprio la questione sanitaria. Lo stanziamento si tradurrebbe innanzitutto nel recupero del sistema ospedaliero rilanciando le strutture pubbliche svuotate dei reparti, i Dipartimenti di Emergenza-Urgenza, la riorganizzare del sistema ASL nazionale, che attualmente non funziona, attraverso l’adeguamento e la modernizzazione di tutte le sedi regionali e territoriali. L’obiettivo è inoltre quello di favorire le nuove assunzioni, vista l’enorme carenza di personale sanitario sulla quale l’emergenza Coronavirus ha necessariamente riportato l’attenzione, attraverso un incentivo di 4,6 miliardi di euro. Puntiamo contemporaneamente alla riduzione dei costi, nonostante l’apertura dei reparti, e al sostegno della sanità pubblica. Secondo il più recente rapporto sullo stato del SSN, infatti, pubblicato  a settembre 2019, tra il 2007 e il 2017, sono stati chiusi circa 200 ospedali, tagliati 45 mila posti letto, ridotto di 10 mila unità il personale medico e di 11 mila quello infermieristico. Situazione che si aggrava ancor di più nei casi di emergenza: a fronte di un simile numero di accessi al pronto soccorso, tra il 2013 e il 2018, analizzando i report del SSN, sono state chiuse il 10% delle strutture, e si sono ridotte del 15% le ambulanze. Scendono anche i Dipartimenti di Emergenza, così come le Unità mobili di rianimazione. In crescita i posti di terapia intensiva. Con numeri che si sono dimostrati, e continuano a dimostrarsi, assolutamente insufficienti durante la pandemia da Covid. Senza pensare che molte delle strutture ospedaliere dismesse, comprese quelle del sistema di Emergenza-Urgenza, sono collocate nelle periferie, o lontane dalle grandi città, e che il loro smantellamento ha creato disagi, e messo in pericolo, la vita dei cittadini che abitano queste zone

Periferia Italia, oltre che a richiamare periferie ed aree interne in tutti i capitoli del suo Recovery Plan, destina nell’apposita tabella 3 miliardi di euro per salvare posti di lavoro per gli abitanti di periferie ed aree interne e ben 4 miliardi per le nuove assunzioni di abitanti di questi luoghi. Inoltre Periferia Italia inserisce una voce importante: più potere d’acquisto. Ossia un aiuto sulla busta paga per tutti coloro che dalle aree interne e dalle periferie, per motivi lavorativi sono costretti a percorrere oltre 80 km giornalieri. L’incremento occupazionale sarà raggiungibile attraverso l’utilizzo di risorse umane, opportunamente formate con percorsi scolastici ad hoc e differenti per skill ed esperienza, in tutte le aziende ubicate e decentralizzate nei “territori interni” e nelle attività satellite che orbitano attorno alle opere di recupero. Insieme a incentivi statali per nuove assunzioni, per formazione avanzata e dotazioni tecnologiche/industriali. Sarà necessario garantire sostegno a quelle imprese che investono dove non ci sono le infrastrutture, assumendo il ruolo di veri e propri presidi in questi territori. Fondamentale quindi creare le condizioni adatte per quelle realtà che vogliono investire nelle aree periferiche, aree interne, dando agevolazioni e aiuti maggiori rispetto alle aziende che investono nei territori nei quali i servizi di base sono garantiti, e le infrastrutture necessarie sono presenti.  

LAVORO AREE INTERNE PERIFERIE

SANITA'

Dai nostri sondaggi risulta che le aree interne lamentano come problematica fondamentale la questione sanitaria. Nello schema di Recovery Plan elaborato da Periferia Italia il tema salute assume un ruolo centrale e prioritario, per il quale riteniamo doveroso e necessario investire con fondi adeguati a colmare le falle di una gestione lacunosa che dura da decenni. E garantire la copertura di tutte le esigenze presenti e future del settore, soprattutto riguardo ai dipartimenti di Emergenza-Urgenza, grazie allo stanziamento di 27,6 miliardi. Con particolare attenzione alle aree interne, che lamentano come problematica fondamentale proprio la questione sanitaria. Lo stanziamento si tradurrebbe innanzitutto nel recupero del sistema ospedaliero rilanciando le strutture pubbliche svuotate dei reparti, i Dipartimenti di Emergenza-Urgenza, la riorganizzare del sistema ASL nazionale, che attualmente non funziona, attraverso l’adeguamento e la modernizzazione di tutte le sedi regionali e territoriali. L’obiettivo è inoltre quello di favorire le nuove assunzioni, vista l’enorme carenza di personale sanitario sulla quale l’emergenza Coronavirus ha necessariamente riportato l’attenzione, attraverso un incentivo di 4,6 miliardi di euro. Puntiamo contemporaneamente alla riduzione dei costi, nonostante l’apertura dei reparti, e al sostegno della sanità pubblica. Secondo il più recente rapporto sullo stato del SSN, infatti, pubblicato  a settembre 2019, tra il 2007 e il 2017, sono stati chiusi circa 200 ospedali, tagliati 45 mila posti letto, ridotto di 10 mila unità il personale medico e di 11 mila quello infermieristico. Situazione che si aggrava ancor di più nei casi di emergenza: a fronte di un simile numero di accessi al pronto soccorso, tra il 2013 e il 2018, analizzando i report del SSN, sono state chiuse il 10% delle strutture, e si sono ridotte del 15% le ambulanze. Scendono anche i Dipartimenti di Emergenza, così come le Unità mobili di rianimazione. In crescita i posti di terapia intensiva. Con numeri che si sono dimostrati, e continuano a dimostrarsi, assolutamente insufficienti durante la pandemia da Covid. Senza pensare che molte delle strutture ospedaliere dismesse, comprese quelle del sistema di Emergenza-Urgenza, sono collocate nelle periferie, o lontane dalle grandi città, e che il loro smantellamento ha creato disagi, e messo in pericolo, la vita dei cittadini che abitano queste zone.

LAVORO AREE INTERNE E PERIFERIE

Periferia Italia, oltre che a richiamare periferie ed aree interne in tutti i capitoli del suo Recovery Plan, destina nell’apposita tabella 3 miliardi di euro per salvare posti di lavoro per gli abitanti di periferie ed aree interne e ben 4 miliardi per le nuove assunzioni di abitanti di questi luoghi. Inoltre Periferia Italia inserisce una voce importante: più potere d’acquisto. Ossia un aiuto sulla busta paga per tutti coloro che dalle aree interne e dalle periferie, per motivi lavorativi sono costretti a percorrere oltre 80 km giornalieri. L’incremento occupazionale sarà raggiungibile attraverso l’utilizzo di risorse umane, opportunamente formate con percorsi scolastici ad hoc e differenti per skill ed esperienza, in tutte le aziende ubicate e decentralizzate nei “territori interni” e nelle attività satellite che orbitano attorno alle opere di recupero. Insieme a incentivi statali per nuove assunzioni, per formazione avanzata e dotazioni tecnologiche/industriali. Sarà necessario garantire sostegno a quelle imprese che investono dove non ci sono le infrastrutture, assumendo il ruolo di veri e propri presidi in questi territori. Fondamentale quindi creare le condizioni adatte per quelle realtà che vogliono investire nelle aree periferiche, aree interne, dando agevolazioni e aiuti maggiori rispetto alle aziende che investono nei territori nei quali i servizi di base sono garantiti, e le infrastrutture necessarie sono presenti.  

SICUREZZA PERIFERIE

Molte periferie, molte aree interne, risultano abbandonate a sé stesse: mancanza cronica di infrastrutture, servizi, lavoro, e quindi difficoltà nello svolgimento della vita quotidiana e insicurezza, da tutti i punti di vista. Periferia Italia vuole rappresentare questo mondo, intere aree periferiche, anche quelle delle grandi città, e le aree interne. Nelle periferie, e nelle zone non sufficientemente dotate di servizi e infrastrutture necessarie al benessere e alla tranquillità dei cittadini, è faticoso anche decidere di fare una passeggiata di notte. Per il timore causato dalle condizioni dell’ambiente circostante, e per la mancanza cronica di tutto ciò che può garantire sicurezza. Una situazione non idonea alla vita quotidiana della comunità, alla quale Periferia Italia intende porre rimedio con fondi idonei al ripristino di situazioni di vita “normali”.

INFRASTRUTTURE – STRADE PROVINCIALI E INTERNE SENZA MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA

Periferia Italia vuole destinare al capitolo infrastrutture circa 48,7 miliardi di euro per riattivare l’economia dello Stato, il lavoro, l’occupazione, da destinarsi a collegamenti ferroviari alta velocità tra periferie, viabilità comunale e provinciale, nuove tratte autostradali e manutenzione delle esistenti, recupero e riattivazione di edifici e strutture abbandonati, sicurezza e ampliamenti portuali, nuove infrastrutture, recupero strutture e decoro urbano delle periferie e delle aree interne. I collegamenti ferroviari ad alta velocità con le stazioni nelle periferie servono a decongestionare il centro città e a trasferire servizi e lavoro anche nelle periferie. La viabilità su tutte le strade ha bisogno di manutenzione e di una rivisitazione soprattutto nei luoghi ad alto rischio frane e per tutte le provinciali e le vie comunali dei comuni al di sotto dei 5000 abitanti. Punteremo a 8 miliardi sulle nuove infrastrutture, di cui 2 per le grandi opere, 2,5 per le medie e 3,5 miliardi per le piccole opere utili soprattutto per incrementare il turismo nelle zone più isolate. Le periferie e le aree interne in Italia, infatti, contano più di 24 milioni di persone, e più del 60% del territorio nazionale. E le strade che si snodano in questi territori sono percorse quotidianamente da migliaia e migliaia di lavoratori e studenti, spesso con grandi difficoltà. Il governo si è dimenticato delle strade interne, della manutenzione delle strade provinciali e comunali che attraversano in lungo e in largo le periferie e le aree interne. Sono necessari pesanti interventi di recupero e di sviluppo, che dovranno necessariamente essere affidati ad imprese del territorio, in regola con le disposizioni in materia di appalti, lavoro e sicurezza, alle quali verranno riconosciute ulteriori agevolazioni, secondo parametri da stabilire, e priorità per successivi interventi in altre aree interne di zona.

TERRA DEI FUOCHI

Periferia Italia ha stilato un Piano Programmatico per ripristinare una situazione di normalità nei territori, definiti dalla Legge 6/2014 come Terra dei Fuochi, che prevede uno stanziamento urgente di 6 miliardi di euro per la bonifica e il rilancio di quelle zone, che coinvolgono 55 comuni della provincia di Napoli e Caserta. I fondi necessari sono individuati all’interno del Recovery Plan di periferia Italia, all’interno del paragrafo relativo alla rivoluzione verde. Fondamentale sarà puntare in una seconda fase sui processi di sviluppo legati all’economia del territorio partendo dalle colture biologiche e biodinamiche, rimboschimento e aree verdi che potrebbero creare una filiera enorme per tutto il territorio a tal punto da invertire la rotta legata alla salute e al futuro economico di queste aree. Secondo il rapporto conclusivo dei lavori dell’accordo che la Procura di Napoli Nord stipulò nel giugno 2016 con l’Istituto Superiore di Sanità, infatti, c’è una relazione causale, o anche di concausa, tra la presenza di siti di rifiuti incontrollati nella cosiddetta  Terra dei Fuochi, nella quale sono ricompresi comuni delle province di  Napoli  e  Caserta, e l’insorgenza di patologie,come il tumore alla mammella, l’asma, le varie forme di leucemie, le malformazioni congenite. I comuni interessati sono stati inseriti in una mappa e divisi in quattro classi, con fattori di rischio crescenti. La mortalità e l’incidenza del tumore al seno è «significativamente maggiore tra le donne dei comuni inclusi nella terza e quarta fascia» come per «l’ospedalizzazione per asma» di per sé già alta rispetto al resto del territorio in tutti e 38 i comuni ma che cresce di molto nella terza e quarta fascia. Anche le malformazioni congenite, già numerose, sono maggiori nei comuni del livello «4», rispetto al primo. C’è poi il dato relativo all’incidenza delle leucemie e dei ricoverati per asma nella popolazione da 0 a 19 anni, che aumenta «significativamente passando dai Comuni della classe 1 a quelli della classe successiva, con il rischio maggiore nei comuni di classe quattro». Il rapporto rivela quindi quanto le politiche attivate nel territorio siano state fallimentari.

REDDITO DI RESIDENZA ATTIVA

Ideato in Molise dall’allora Consigliere regionale Antonio Tedeschi, oggi Segretario nazionale di Periferia Italia, il Reddito di Residenza Attiva  è una misura che si pone un duplice obiettivo: da un lato combattere lo spopolamento, vera piaga delle aree interne e dei piccoli borghi italiani, dall’altro favorire la nascita di nuove attività produttive per ridare vita e rilanciare l’ economia  in questi  territori dimenticati.
Il Reddito di Residenza Attiva, infatti, prevede un contributo pubblico complessivo di circa 24 mila euro a fondo perduto, da spalmare in tre anni, pari a 700 euro mensili , per coloro che decidono di trasferirsi dai centri urbani in un Comune al di sotto dei 2000 abitanti, avviando in esso un’attività imprenditoriale.
Una misura originale che ha portato il piccolo Molise alla ribalta della stampa internazionale, con innumerevoli richieste di stabilirsi nei piccoli comuni molisani.
Periferia Italia punta ad estendere il Reddito di Residenza Attiva all’intero territorio nazionale.

Una prima misura importante per dare un’opportunità concreta di ripresa alle aree interne ed ai piccoli comuni italiani.

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